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Il marinaio di Fernando Pessoa

 

Tutto il racconto si svolge in una notte, elemento immancabile per il sonno. Tre fanciulle, tre sorelle, non sappiamo se reali o meno, vegliano la sorella morta e per trascorrere il tempo decidono di narrarsi di un passato che potrebbero non aver mai avuto: si narrano i loro sogni. Tra i tanti sogni raccontano di un marinaio che, naufragato su un’isola deserta, cominciò a sognare una patria che non aveva mai avuto: “Dapprima creò i paesaggi; poi le città, poi le strade e le traverse, a una a una, cesellandole nella materia della sua anima, a una a una le strade, quartiere per quartiere, fino ai muraglioni dei moli, dove creò i porti… A una a una le strade e la gente che le percorreva o che guardava su di esse dalle finestre. Cominciò a conoscere certe persone, come uno che le conoscesse appena… Cominciò a conoscere le loro vite passate, e le conversazioni, come uno che sognasse paesaggi e allo stesso tempo li vedesse veramente… Poi viaggiava, ancora in ricordo, attraverso il paese che aveva creato”. Era così simile a una patria vera questa che il marinaio aveva sognato che, quando cercò di ricordarsi come era fatta la sua vera patria, scoprì che l’aveva dimenticata. Così viveva il marinaio, fino a che una nave, un giorno, non approdò a quell’isola. Ma il marinaio non c’era più. Antonio Tabucchi sostiene che la situazione del Marinheiro ricorda la sciarada del prigioniero nella cella, con le due porte della salvezza e del patibolo. A guardia delle porte stanno due sentinelle, delle quali una dice la verità e un’altra la menzogna. Il prigioniero, per salvarsi, dovrà chiedere a una sentinella qual è la porta che secondo l’altra sentinella conduce alla salvezza e, quindi, prendere l’altra porta. Allo stesso modo il marinaio, “che è sogno di un sogno, si libera sovvertendo il sogno, o ripercorrendolo in senso contrario, cioè sognando chi lo sogna”. In questo modo il marinaio “evade dal sogno come dalla bocca di un imbuto, chiude il circolo e si dissolve; e dissolvendosi fa dissolvere con l’alba coloro che sognandolo lo fecero sognare”. Questo è quindi un omaggio al marinaio e al grande disegnatore Mignola.